Secondo Trump, “operano in contrasto con gli interessi nazionali.” La sua, non è peraltro una posizione spuntata con il MAGA. Da sempre gli Usa sono critici, anzi ostili, agli enti creati da consorzi di governi che millantano una rappresentatività assoluta che non c’è, ma dalla quale fanno derivare una autorità giuridica che non hanno. Con lo scopo, sostiene Trump, di imporre ciò che vogliono a danno dell’America.
Il caso più clamoroso è la Corte Penale Internazionale, con sede all’Aja in Olanda, che si occupa dei crimini internazionali commessi dagli individui e non dagli Stati. Ha una base giuridica nello Statuto di Roma, di cui però fanno parte solo 123 Paesi, sui 193 che siedono all’ONU. E non sono presenti nel gruppo, tra altri, tre delle cinque superpotenze che siedono nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e che godono del diritto di veto: Russia, Cina e Stati Uniti. Questa situazione, di per sé, è il riconoscimento esplicito che le diatribe internazionali non possono essere sistemate dall’ONU, neppure con mozioni senza forza risolutiva, se a essere sotto accusa per comportamenti aggressivi è uno dei Paesi con il potere di veto. Che sia Putin che occupa Crimea e Donbas, o Trump che attua il sequestro militarmente perfetto del dittatore venezuelano Maduro dalla sua camera da letto a Caracas. [...]
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