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10.000 euro in BTP e Buoni Fruttiferi Postali? Come cambia il confronto dopo il rialzo dei tassi
Il nuovo contesto dei tassi ha cambiato il mercato obbligazionario. Analisi delle differenze tra BTP e Buoni Fruttiferi Postali con una simulazione tecnica.
Per molti risparmiatori italiani i Buoni Fruttiferi Postali rappresentano da anni uno degli strumenti più conosciuti. Il loro funzionamento è relativamente semplice: durata, rendimento, modalità di rimborso e valore riconosciuto alle diverse scadenze sono stabiliti fin dal momento della sottoscrizione. I Buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, distribuiti da Poste Italiane e assistiti dalla garanzia dello Stato italiano. Negli ultimi anni, tuttavia, il mercato obbligazionario è cambiato profondamente. Dopo un lungo periodo caratterizzato da tassi di interesse molto bassi, il ciclo di rialzo avviato dalle banche centrali ha determinato un aumento dei rendimenti offerti dai titoli di Stato. Questo movimento è avvenuto attraverso una riduzione dei prezzi delle obbligazioni già presenti sul mercato: quando il prezzo di un titolo scende, il rendimento ottenibile da chi lo acquista a quel livello tende ad aumentare.
Il nuovo contesto (dove la BCE ha alzato i tassi di 0,25%) ha riportato d’attualità il confronto tra BTP e Buoni Fruttiferi Postali. Non si tratta però soltanto di mettere in relazione due percentuali di rendimento. I due strumenti seguono logiche differenti, soprattutto per quanto riguarda il valore dell’investimento durante il periodo di detenzione, la possibilità di uscire prima della scadenza e il modo in cui viene determinato il risultato economico finale.
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