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Magaldi: Post-democratica e neoaristocratica, ecco la disunione europea
Dal sogno di un'Europa dei popoli si è passati ben presto ad una disunione europea basata su principi post-democratici e neoaristocratici. Questa la lettura del processo di unificazione di Gioele Magaldi, ospite di "Testa o Croce" . Una storia dove la massoneria ha avuto e continua ad avere un ruolo preminente.
Più che un Unione è una disunione europea improntata da un’ideologia post-demoratica e neoaristocratica lontana dalle esigenze dei cittadini. Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico e presidente del Movimento Roosevelt, delinea in questa nuova puntata di “Testa o Croce” il percorso di costruzione europeo. Il virtuoso progetto iniziale basato sull’Europa dei popoli, dei diritti e della pace sarebbe stato sostituito da un progetto neo-feudale con oscure finalità.
Definisco l’Ue una disunione europea, un progetto realizzato come lo conosciamo oggi da precisi circuiti massonici. L’idea di Europa unita è antica, frutto del pensiero massonico progressista di personaggi come Garibaldi, Mazzini e Spinelli. Immaginavano un’Europa democratica dei popoli, già nell’Ottocento si parlava di Stati Uniti d’Europa, come fonte di pace, equilibrio, ricchezza culturale e spirituale. Poi entra in scena Kalergi, personaggio di cui spesso si parla in termini fuorvianti: negli anni ’20 del ’900 raggruppa attorno a Paneuropa, una sua associazione che in realtà era anche il nome di una superloggia a cui apparteneva, intellettuali e politici a cui proporre un’idea vaga e generica di unione multirazziale e integrata, vista favorevolmente dai progressisti massoni dell’epoca. Kalergi si contrapponeva a personaggi come Hitler, poi emigrò e dopo la guerra trovò una sinergia con Monnet.
Tornati in Europa, lo scenario cambierà radicalmente. Kalergi abbandona la genericità del progetto e prospetta in termini chiari un’idea quasi neofeudale dell’Europa, ispirandosi al Sacro Romano Impero. Si evoca un potere collegiale gestito da alcuni in cui a cascata ci sono dei burocrati sottratti al gioco democratico con la missione di portare avanti il progetto.
A questa idea post-democratica e neoarisocratica dell’Europa si congiunge il progetto neoliberista di Monnet che abbandona le ispirazioni giovanili rooseveltiane e invece di partire da una costituzione politica, impone la Comunità dell’Acciaio e del Carbone (CECA), primo passo di costruzione dell’Europa.
Da qui in avanti l’Ue viene costruita con un sottofondo neofeudale in ambito politico e con una preminenza econoministica degli strumenti effettivi con cui unificare. Il povero Spinelli, emarginato con le sue idee del manifesto di Ventotene, otterrà solo il contentino del Parlamento Europeo, che certo non rappresentava la sovranità dei popoli europei.
Quella dell’Unione Europea è dunque un’antica idea massonico-progressista ma l’effettiva realizzazione della disunione europea e dell’eurozona è una interpretazione e costruzione massonica neo-aristocratica e post-democratica.
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