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Lunedì 12 ottobre 2026

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Allarme rifinanziamenti 2026-2027. Chi rischia davvero con tassi ancora elevati?

Tra 2026 e 2027 scade una massa di debito corporate e sovrano emessa a tassi zero. Chi sarà più esposto se il costo del denaro resterà elevato?

Giulia Rinaldi · 4 min di lettura
Allarme rifinanziamenti 2026-2027. Chi rischia davvero con tassi ancora elevati?

Tra il 2015 e il 2021 imprese e governi hanno potuto finanziarsi a condizioni eccezionalmente favorevoli. I programmi di acquisto delle banche centrali, la politica monetaria ultra-espansiva e un’inflazione strutturalmente bassa hanno consentito di emettere debito a costi che oggi appaiono irripetibili. In molti casi, grandi società investment grade si sono finanziate sotto l’1%, mentre emittenti sovrani hanno collocato titoli con rendimenti prossimi allo zero o addirittura negativi.

Quel ciclo si è però chiuso bruscamente con il ritorno dell’inflazione e la conseguente stretta monetaria. Ora il mercato guarda a un passaggio delicato: tra il 2026 e il 2027 scadrà una parte consistente di quel debito contratto nell’era dei tassi zero. Secondo stime di istituzioni internazionali e primarie case di investimento, solo nel segmento corporate europeo investment grade matureranno centinaia di miliardi di euro. A livello globale, includendo Stati Uniti e mercati emergenti, l’ammontare è ancora più rilevante.

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