Gli annunci di Google sull’AI suonano bene ma promettono male
Google e altre Big Tech fanno annunci sempre più mirabolanti sull'AI, promettendo nuovi paradigmi. Abbiamo già visto un film simile pochi anni fa e sappiamo come finisce.
Al Google I/O del 19 maggio, Sundar Pichai ha mostrato Gemini Spark che prenotava un appartamento su commissione dell’utente: descrivi le tue preferenze, l’agente scansiona il mercato immobiliare, ti avvisa quando appare un’offerta compatibile. La sala ha applaudito, io ho pensato: questo applauso l’ho già sentito.
Era l’applauso al metaverso. Era il 2021. Era Mark Zuckerberg che prometteva un universo virtuale dove avremmo lavorato, socializzato, comprato e vissuto con i nostri avatar. Tre anni dopo, Meta aveva bruciato 46 miliardi di dollari nel progetto Reality Labs. L’universo virtuale non l’aveva abitato quasi nessuno. E l’applauso era sparito.
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