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Cedolare secca sui negozi: nel ddl di Bilancio 2027 potrebbe tornare, ma aliquota e regole sono ancora da confermare
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl di Bilancio 2027 con l'estensione della cedolare secca agli immobili commerciali, ma senza indicare aliquota, metratura e decorrenza: ecco cosa è certo e cosa, per ora, resta soltanto indiscrezione di stampa.
Il Consiglio dei Ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 ha dato il via libera al disegno di legge di Bilancio 2027 e al collegato fiscale. Tra le misure annunciate compare l’estensione della cedolare secca agli immobili commerciali. Il comunicato di Palazzo Chigi, però, si limita a una riga: «la cedolare secca è inoltre estesa agli immobili commerciali», senza aliquota, limiti di metratura né decorrenza. I dettagli numerici che in questi giorni circolano sui giornali - 21%, 300 metri quadrati, categoria catastale C/1, partenza dal 1° gennaio 2027 - vengono da indiscrezioni di stampa, non dal testo del ddl, che non è ancora stato reso pubblico.
La misura, se confermata nei termini anticipati, interesserebbe i proprietari persone fisiche di negozi e locali commerciali accatastati come C/1 (botteghe e negozi al dettaglio) che li affittano a imprenditori, artigiani o professionisti. Oggi questi canoni si dichiarano con la tassazione Irpef ordinaria, per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro di reddito, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre i 50.000 euro, più le addizionali regionali e comunali. La cedolare secca, se applicata, sostituirebbe questo prelievo progressivo - comprese le addizionali - con un’unica imposta ad aliquota fissa, al posto anche dell’imposta di registro e di bollo sul contratto.
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