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Ecco quando e perché gli italiani hanno smesso di essere un popolo di risparmiatori
In trent’anni l’Italia è passata da leader del risparmio a un tasso più basso della media, tra maggiore pressione fiscale e precarietà del lavoro.
Era il 1995, in Italia si formava il primo governo interamente "tecnico", la Lira subiva forti svalutazioni e la capacità di risparmio delle famiglie era alta, a livelli che non sarebbero più stati raggiunti. Più di quelle tedesche, francesi e spagnole, circa trent’anni fa le famiglie italiane erano infatti in grado di mettere da parte una quota significativa del proprio reddito, di molto superiore a quella raggiunta negli ultimi anni.
C’è però subito da dire che un alto tasso di risparmio non è automaticamente un dato positivo, né negativo: tutto dipende dai motivi per i quali si risparmia e da cosa succede all’investimento (qualora ci sia). Guardando a ciò che è successo da allora nelle principali economie europee, però, c’è chi (la Germania) è riuscita a essere stabilmente risparmiatrice e chi (l’Italia) è andata incontro a un progressivo declino.
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