Gas, il rischio sistemico per l’Europa si chiama Germania
Germania ed Europa arriveranno all’inverno con stoccaggi sotto la media. Recuperare il ritardo entro l’autunno appare ormai difficile.
L’Europa si avvicina all’inverno con gli stoccaggi di gas molto più vuoti del normale e con possibilità sempre più ridotte di recuperare il ritardo accumulato nei mesi estivi. Il caso più critico è quello della Germania, primo consumatore di gas dell’Unione e Paese che dispone di oltre un quinto della capacità europea di stoccaggio. A metà agosto i depositi tedeschi erano pieni soltanto per circa il 50%, il livello più basso mai registrato in questo periodo dell’anno. Berlino considera ormai sufficiente arrivare all’inverno con scorte comprese tra il 60 e il 70%, confidando nella continuità delle importazioni.
Il ritardo tedesco pesa sull’intero mercato europeo. Le riserve dell’Unione sono intorno al 61%, molto al di sotto della media recente. Al primo aprile gli stoccaggi europei erano scesi al 28%, il minimo degli ultimi quattro anni, e la campagna di iniezione non è stata abbastanza rapida per colmare il divario. Tra l’inizio e la metà di agosto le scorte sono aumentate in media di appena lo 0,27% al giorno. Proseguendo con questo ritmo, a inizio ottobre l’Europa arriverebbe attorno al 73%.
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