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Attacco al Qatar. Come l’interruzione del GNL cambierà il mercato per anni
Il conflitto in Medio Oriente sconvolge il mercato mondiale del GNL. Qatar fermo, USA record, Europa con le riserve ai minimi.
Il mercato mondiale del gas naturale liquefatto attraversa una fase di straordinaria turbolenza. Il conflitto in Medio Oriente, ormai entrato nel secondo mese, ha rimescolato gli equilibri globali dell’energia con effetti che si faranno sentire per anni. La chiusura dello Stretto di Hormuz al transito dei carichi energetici ha sottratto al mercato circa il 20% dell’offerta mondiale di GNL, generando una corsa frenetica alla ricerca di forniture alternative da parte degli acquirenti che dipendevano dalle esportazioni del Golfo Persico.
Il danno più grave riguarda il Qatar. Un attacco iraniano ha colpito gli impianti di QatarEnergy, interrompendo oltre 12 milioni di tonnellate annue di capacità produttiva per un periodo stimato tra i tre e i cinque anni. L’azienda ha sospeso completamente la produzione già all’inizio di marzo. Si tratta di un colpo durissimo per un Paese che è tra i maggiori esportatori mondiali di GNL, e le cui forniture raggiungevano mercati in tutto il mondo, dall’Asia all’Europa.
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