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Ho un vecchio buono fruttifero postale. Lo rimborso e lo riprendo ai tassi di oggi? I calcoli da fare
I buoni postali del 2020 e del 2021 rendono briciole, in qualche caso lo 0,30% annuo in vent’anni. Le nuove serie pagano dieci volte tanto, ma le regole del rimborso cambiano da buono a buono. Ecco quando uscire subito, quando aspettare e quando cogliere l’occasione.
Nel cassetto di molte famiglie italiane, o nell’area riservata di Poste, dormono buoni fruttiferi postali comprati negli anni in cui i tassi erano schiacciati a zero. Chi li ha sottoscritti tra la primavera del 2020 e l’estate del 2022 ha incassato le condizioni peggiori della storia recente del risparmio postale, e oggi, con le nuove serie che a scadenza pagano dall’1,75% al 3,69% lordo, senza contare il buono per i minori, la tentazione di rompere il salvadanaio e ricominciare è forte.
Non sempre, però, il conto torna allo stesso modo. Per alcuni buoni il rimborso è una scelta quasi obbligata, per altri conviene attendere lo scatto degli interessi, per altri ancora la vera partita si gioca alla scadenza, con prodotti riservati che premiano chi rinnova.
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