Il Giappone torna nella guerra dei chip: mosse e strategie di Tokyo
Tokyo vuole rivitalizzare l'industria nazionale dei chip. Il governo punta tutto su Rapidus.
Il momento sembrerebbe essere propizio. Per il Giappone è arrivato il momento di rivitalizzare l’industria nazionale dei chip, fiore all’occhiello del Paese negli anni del boom economico appassito con l’avvicinarsi degli anni ’90.
Basta un dato d’archivio per capire di cosa stiamo parlando: nel 1988 Tokyo controllava circa il 51% del mercato mondiale dei semiconduttori, superando addirittura gli Stati Uniti (fermi a circa il 37%). Poi cosa successe? Proprio gli Usa, infastiditi dalla posizione assunta dai colossi hi-tech nipponici, spinse per firmare, nel 1986, lo U.S.–Japan Semiconductor Agreement, con il quale Giappone accettò di limitare le esportazioni di semiconduttori e di aumentare la quota di mercato delle aziende straniere in patria dal 10 % al 20 %, erodendo così il vantaggio competitivo delle aziende giapponesi.
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