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Il petrolio scende, il gasolio no. Perché il diesel costa 22 centesimi più della benzina
Il margine di raffinazione del gasolio resta intorno ai 90 dollari al barile mentre il greggio scende. Scorte Usa al 13% sotto la media, prezzi alla pompa record in Italia e l'accordo Trump-Putin sulle esportazioni russe: perché la stretta sul diesel non è finita.
Il mercato petrolifero del 2026 ha smesso da mesi di muoversi in blocco. Martedì 13 ottobre il Brent cedeva l’1,69% a 104,85 dollari al barile e il Wti l’1,27% a 92,55 dollari, restituendo gran parte del rialzo del giorno prima. Ma il prodotto che pesa davvero sull’economia reale europea, il gasolio, continua a viaggiare su un binario tutto suo. Il margine che separa il prezzo del diesel da quello del greggio resta a livelli mai visti prima. È la fotografia di un mercato che non ha un problema di petrolio, ma di raffinazione.
Il margine di raffinazione del gasolio, il cosiddetto crack spread, misura quanto vale il prodotto finito rispetto alla materia prima da cui deriva. Con il contratto Ulsd del Nymex a 4,6858 dollari per gallone il 13 ottobre, pari a circa 196,8 dollari al barile, e il Brent poco sopra i 105, lo spread si colloca intorno ai 90 dollari al barile.
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Commenti
Paola Ricci20 ore fa
è incredibile come il mercato del gasolio riesca a comportarsi in modo così diverso rispetto al petrolio. sembra proprio che il problema non sia tanto la materia prima, ma la raffinazione e la gestione delle scorte. è preoccupante vedere come le riserve di distillati siano così basse, e questo sicuramente influisce sui prezzi. mi chiedo quali saranno le conseguenze per le famiglie e le imprese nei prossimi mesi. la situazione geopolitica non aiuta di certo.
Salvatore20 ore fa
È interessante notare come, nonostante il prezzo del petrolio stia diminuendo, il costo del gasolio continui a rimanere elevato. Questo solleva interrogativi sulle dinamiche del mercato energetico e sulle strategie di prezzo adottate dai fornitori. Quali fattori stanno influenzando la differenza di prezzo tra diesel e benzina?
Alberto Ferranteieri
Il dato che colpisce è il margine di raffinazione: intorno ai 90 dollari al barile quando di norma sta tra 20 e 40. Quindi il greggio che scende conta poco per chi fa il pieno di diesel. E con le scorte di distillati sotto la media, le 500.000 tonnellate russe sembrano più un segnale politico che una soluzione. Il nodo è la dipendenza energetica, e qui in particolare la capacità di raffinazione.



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