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Martedì 13 ottobre 2026

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L’economia italiana cresce. Ma chi pagherà il conto domani?

Crescita, spread in calo e mercati fiduciosi. Ma dietro l’equilibrio apparente si accumulano debito e fragilità. La domanda non è se funzioni, ma quanto può durare.

Tommaso Scarpellini · 4 min di lettura
L'economia italiana cresce. Ma chi pagherà il conto domani?

C’è chi la chiama nuova epoca d’oro. E chi indica un numero preciso per dimostrarlo. Lo spread tra BTP e Bund tedeschi si è ristretto, quello con l’OAT francese pure. Per molti è la prova che l’Italia è tornata credibile, che il rischio è rientrato, che il mercato “ha capito”.

Ma la finanza insegna una regola semplice e crudele: quando tutto sembra diventare facile, il conto di solito arriva dopo.
La riduzione dello spread non nasce nel vuoto. È figlia di un contesto molto specifico, fatto di spesa che aumenta, tassi che scendono e rischio che viene temporaneamente anestetizzato. Funziona, certo. Stimola prezzi, sostiene obbligazioni e azioni, migliora il sentiment. Ma la domanda inevitabile resta sullo sfondo, quasi fastidiosa: chi pagherà davvero questo equilibrio apparente?

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