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L’ondata record di IPO del 2026 è davvero il segnale di una bolla di fine ciclo?
L’impennata delle IPO è un allarme di fine ciclo o un fenomeno ancora sostenibile? L'analisi di Goldman Sachs.
Goldman Sachs ha interpellato tre esperti, Ben Snider, chief U.S. equity strategist di Goldman Sachs stesso, Jay Ritter, direttore dell’IPO initiative presso la Warrington College of Business dell’University of Florida, e Owen Lamont, senior vice president e portfolio manager di Acadian Asset Management, chiedendo loro se l’ondata di offerte pubbliche iniziali in corso rappresentasse un segnale di allarme da tardo ciclo e se il mercato fosse in grado di digerire con tranquillità un volume così elevato di nuova emissione.
La questione nasce dal fatto che l’attività di IPO negli Stati Uniti ha raggiunto, a metà anno, un ritmo da record storico, con Goldman Sachs che stima proventi lordi complessivi per l’intero 2026 pari a 225 miliardi di dollari, il livello più alto mai registrato.
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