La propaganda scientifica e ciò che resta dell’art.32 della Costituzione
Il caso Nitag tra nomine revocate, accuse di complottismo e conflitti d’interesse: la vicenda Serravalle-Bellavite accende il dibattito su scienza, vaccini e libertà di scelta.
Avrei rinunciato volentieri a commentare la vicenda Schillaci, ma stanti le molteplici richieste, eccomi qui. Ovviamente, mi riferisco alle recenti nomine del Nitag, ovvero l’organismo tecnico competente sui farmaci-vaccini che affianca il governo nelle decisioni da prendere. Come ormai di pubblico dominio, il 6 agosto scorso sono usciti i 22 nomi, fra i quali quelli di due medici, il pediatra Eugenio Serravalle e l’ematologo-ricercatore Paolo Bellavite.
Entrambi molto stimati, un clinico di esperienza quarantennale il primo, e uno studioso dall’indice Hindex 56, il secondo diventati nel giro di pochi giorni bersagli da colpire con qualsiasi fraseggio. Sono due no vax. Orrore. Due persone che “osano” criticare le politiche vaccinali. Il Nitag “non può” ospitare al proprio interno chi non parla bene senza se e senza ma di qualsiasi vaccino entri sul mercato.
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