L’era del denaro gratis sta per finire: l’11 giugno la BCE alza i tassi
Dopo otto tagli consecutivi, mercoledì Christine Lagarde dovrebbe firmare il primo rialzo dal settembre 2023. Potrebbe essere l'inizio di un cambio di paradigma e di una nuova crisi.
Siamo ormai abituati a una dinamica anormale, quella dei continui tagli dei tassi, da finire per considerarla normale. Sono stati otto i tagli consecutivi della Banca centrale europea, a partire da settembre 2023 in cui il costo del denaro aveva toccato il suo picco. Un tempo sufficiente a farli sembrare la prova di una legge di natura, una nuova normalità. Mercoledì 11 giugno quella favola potrebbe finire: i mercati danno all’86% la probabilità di un rialzo di 25 punti base [2], il primo dopo otto allentamenti di fila.
La tesi, allora, va detta subito e senza anestesia: l’errore non è il rialzo, è aver creduto che il denaro a buon mercato fosse lo stato naturale delle cose. Il decennio dei tassi a zero — e in certi tratti perfino negativi, una di quelle anomalie monetarie su cui ho già scritto 10 anni fa — non è stata la regola da cui ci siamo temporaneamente allontanati. È stata l’eccezione storica, l’esperimento. E ogni esperimento, prima o poi, presenta il conto.
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