Vai al contenuto
Mercoledì 14 ottobre 2026

Analisi, dati e interviste per chi investe e decide

Money.it Premium · https://www.money.it/perche-le-banche-tornano-ai-prestiti-subordinati-e-perche-oggi-non-e-un-segnale-di-crisi

Mercato obbligazionario Premium

Perché le banche tornano ai prestiti subordinati (e perché oggi non è un segnale di crisi)

Utili record, fusioni bancarie e nuovi requisiti di capitale sono alla base delle nuove emissioni di obbligazioni AT1 e Tier2.

Salvatore Casolaro · 8 min di lettura
Perché le banche tornano ai prestiti subordinati (e perché oggi non è un segnale di crisi)

I prestiti subordinati stanno tornando al centro delle strategie di raccolta del sistema bancario, ma con qualche caratteristica diversa rispetto al recente passato. Queste nuove emissioni non sembrano essere il sintomo di una fragilità, bensì il prodotto di un sistema che è diventato più solido e più ambizioso allo stesso tempo. Due forze stanno spingendo le banche a fare nuovamente ricorso a questo tipo di debito.

La prima è la stagione degli utili record. Dopo anni di tassi bassi, l’inversione della politica monetaria ha gonfiato i margini di interesse, rafforzando la capacità delle banche di generare capitale internamente. I bilanci si sono irrobustiti, i coefficienti patrimoniali sono saliti e la percezione del rischio è migliorata. In questo contesto, il debito subordinato smette di essere un segnale di emergenza e diventa uno strumento di gestione ordinaria della struttura del capitale, utilizzato da istituti che possono permettersi di farlo.

Contenuto Premium

Continua a leggere con l’abbonamento

  • Tutti gli articoli, i video e i corsi Premium
  • Pubblicità ridotta su tutto Money.it
  • Sconti su prodotti e servizi
  • Disdici quando vuoi
Abbonati ora Sei già abbonato? Accedi

Commenti

I commenti sono riservati agli abbonati.

Commenti

Per partecipare alla discussione serve l’abbonamento a Money.it

Abbonati ora Sei già abbonato? Accedi

Ancora nessun commento.

Leggi anche

Archivio