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Smart&Start Italia 2026: cosa cambia per le startup innovative con il nuovo decreto MIMIT
Un decreto del MIMIT datato 13 luglio 2026 riforma l'incentivo Invitalia Smart&Start Italia: polizza assicurativa obbligatoria, tutoraggio ridisegnato, più spazio agli investitori privati. La circolare attuativa non è ancora arrivata: ecco cosa sapere oggi.
Per chi guida una startup innovativa italiana, Smart&Start Italia resta da oltre dieci anni il principale canale di finanziamento agevolato gestito da Invitalia. Un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), datato 13 luglio 2026 e pubblicato sul sito del ministero il 2 settembre 2026, ne riscrive diversi punti: tutoraggio alle imprese finanziate, regole per convertire il prestito in fondo perduto, punteggi premiali, obblighi assicurativi. Il provvedimento, però, non è ancora pienamente operativo: manca la circolare attuativa del MIMIT che deve tradurlo in istruzioni concrete e, al 3 novembre 2026, non risulta ancora pubblicata. Fino a quel momento, chi presenta domanda lo fa secondo le regole di oggi.
Cosa finanzia oggi la misura, e che resta uguale anche dopo la riforma: progetti tra 100.000 e 1.500.000 euro, con un finanziamento a tasso zero che copre l’80% delle spese ammissibili. La quota sale al 90% se la compagine societaria è interamente femminile oppure interamente under 36, o se nel progetto lavora un ricercatore con dottorato impiegato all’estero. Per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il 30% del finanziamento ottenuto non va restituito: l’impresa, in pratica, rimborsa solo il restante 70%.
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