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Tre miliardi di danni non bastano. Il post-Vaia è una crisi ancora aperta
Il conto economico di una gestione mancata. La scelta che ha deciso il destino dei boschi dolomitici.
La tempesta Vaia, nell’ottobre 2018, è stata uno spartiacque per le foreste alpine orientali. Raffiche eccezionali hanno abbattuto milioni di alberi, ma il vero impatto – ambientale ed economico – si è manifestato negli anni successivi, con l’esplosione del bostrico tipografo (Ips typographus). Un insetto noto da sempre ai forestali, diventato però un fattore di crisi sistemica in un contesto di cambiamento climatico e gestione incerta del bosco.
Nelle Dolomiti orientali italiane, tra Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Vaia ha colpito oltre 40.000 ettari di foreste, con 8–9 milioni di metri cubi di legname abbattuto. I danni complessivi, considerando anche infrastrutture e indotto, sono stati stimati in oltre 3 miliardi di euro. Ma questo è stato solo l’inizio.
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