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Sabato 17 ottobre 2026

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Hormuz chiusa di nuovo, greggio fisico a 150 dollari: la carenza di carburante in Europa si avvicina

Teheran richiude lo Stretto dopo il breve cessate-il-fuoco. L'IEA certifica il più grande shock di offerta nella storia del petrolio: è il momento di smettere di contare i centesimi al distributore.

Dimitri Stagnitto · 5 min di lettura
Hormuz chiusa di nuovo, greggio fisico a 150 dollari: la carenza di carburante in Europa si avvicina

L’immagine di due settimane fa — un distributore con il cartello «momentaneamente la benzina è terminata» — è passata da «caso isolato» a potenziale nuova normalità nel prossimo futuro. Nel mio pezzo del 7 aprile davo notizia di un distributore rimasto senza benzina a Roma. Un primo, sporadico segno della crisi imminente. Nemmeno io, però, mi aspettavo che la situazione sarebbe peggiorata tanto in meno di due settimane.

Lo scorso 18 aprile, dopo un breve «cessate il fuoco» durato poche ore, Teheran ha richiuso lo Stretto di Hormuz. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha certificato nel suo ultimo Oil Market Report [2] quello che i mercati avevano già capito: siamo davanti alla più grande interruzione di offerta nella storia del mercato petrolifero globale.
I flussi attraverso lo Stretto sono crollati da circa 20 milioni di barili al giorno pre-guerra a poco più di 2 milioni. Il greggio fisico North Sea Dated ha toccato i 130 dollari, con alcune cargazioni trattate a oltre 150. Non è più un’ipotesi, non è più una previsione: sta succedendo.

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