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L’Oro sopra i 4.000 dollari non è solo un rally, è il termometro della sfiducia nel dollaro
L’oro corregge ma resta sopra quota 4.000 dollari: non è solo mercato, è un segnale di sfiducia nel dollaro, tra debito USA, massa monetaria e acquisti delle banche centrali.
Il prezzo dell’oro è tornato al centro dell’attenzione, ma guardarlo soltanto come una materia prima rischia di essere fuorviante. Dietro il movimento del metallo giallo non ci sono solo gioielleria, lingotti, ETF o acquisti delle banche centrali. C’è una domanda più scomoda: quanto vale davvero la moneta con cui misuriamo la ricchezza?
Molti investitori sono ormai abituati a osservare l’oro come si osserva un titolo in forte rialzo. Sale, corregge, riparte, viene confrontato con le azioni, con i bond, con il dollaro, con i tassi reali. Eppure la sua funzione è diversa. L’oro non distribuisce dividendi, non paga cedole, non produce utili. Proprio per questo, quando sale molto, spesso non sta segnalando soltanto entusiasmo: sta segnalando anche diffidenza.
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