La crisi del debito in Francia era stata prevista un anno fa
In un report del 9 ottobre 2025, Carsten Brzeski (ING) avvertiva che la Francia era il Paese dell'eurozona più esposto al rischio di instabilità cronica. Un anno e diversi governi dopo, con lo spread Oat-Bund ancora ai massimi pluriennali, ecco cosa di quell'analisi si è avverato, cosa no e cosa significa per l'investitore italiano.
Mentre oggi il rendimento del decennale francese (Oat) si muove sul 4,76%, in calo ma ancora su livelli da crisi conclamata, ci ritroviamo a rileggere un report che un anno fa, quasi all’indomani di un’altra crisi di governo a Parigi, aveva inquadrato con precisione la traiettoria che la Francia avrebbe seguito.
Carsten Brzeski è Global Head of Macro Research e Chief Eurozone Economist di ING, una delle maggiori banche europee, ed è una delle voci più citate dalla stampa finanziaria internazionale su politica monetaria e rischio sovrano nell’area euro. Il 9 ottobre 2025, in un report intitolato «Europe must wake up to the French warning», Brzeski aveva messo nero su bianco un’analisi che, letta oggi alla luce dei dati di mercato di questi giorni, si rivela in larga parte profetica.
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