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Mutuo a tasso fisso o variabile dopo il nuovo rialzo della BCE? Quale (e come) scegliere
La BCE porta il tasso sui depositi al 2,50%. Su un mutuo da 150.000 euro a 20 anni, secondo le stime dopo il rialzo, il variabile costa circa 31 euro al mese meno del fisso.
Meglio il mutuo a tasso fisso o variabile dopo il rialzo tassi della BCE?
La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi per la seconda volta quest’anno in occasione della riunione del 10 settembre, in cui il Consiglio direttivo ha aumentato di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Dal 16 settembre il tasso sui depositi sale al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sul rifinanziamento marginale al 2,90%. Il primo rialzo era arrivato a giugno, quando il tasso sui depositi era salito al 2,25%; alla riunione luglio i tassi erano rimasti fermi.
Francoforte non si è impegnata sulle prossime mosse. Deciderà riunione per riunione, in base ai dati, ma il quadro non lascia molto spazio all’ottimismo. Le nuove proiezioni collocano l’inflazione al 3,0% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Ad agosto, secondo la stima preliminare di Eurostat, i prezzi nell’Eurozona sono cresciuti del 3,3% su base annua, spinti dall’energia (+14,3%).
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