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Perché il 2027 potrebbe essere l’anno peggiore per chi ha un mutuo a tasso variabile
Tassi in calo, ma il peggio potrebbe non essere passato. Il 2027 si avvicina con promesse e rischi che sembrano contraddirsi. Mutui, BTP, cicli monetari.
C’è una data che molti mutuatari italiani non hanno ancora cerchiato sul calendario, ma che potrebbe cambiare radicalmente la loro situazione finanziaria.I meccanismi che governano i tassi di interesse sembrano muoversi in modo lento e silenzioso, ma quando accelerano, lo fanno con una forza che pochi riescono ad anticipare. Ricordate il 2022? Capire cosa potrebbe accadere entro il 2027 non è di minore importanza e, per chi ha mutui accesi, c’è un elemento che non deve passare inosservato.
Per comprendere la vulnerabilità potenziale del prossimo anno, è necessario inquadrare il contesto macroeconomico con una certa precisione. Tra il 2022 e il 2023, la Banca Centrale Europea ha messo in atto uno dei cicli di rialzo dei tassi più rapidi della sua storia, portando il tasso sui depositi dal territorio negativo fino al 4%. Una stretta monetaria di questa portata non si vedeva in Europa da decenni.
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