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Rischio stagflazione in Italia. Cosa dovrebbe fare adesso chi ha BTP a lungo termine?
PIL italiano verso lo zero nel 2027, ma i BTP rendono ancora. I mercati oscillano, lo spread sale e scende: forse è troppo tardi, forse è troppo presto.
Il Centro Studi Confindustria ha calcolato che, nello scenario energetico più severo, la crescita italiana del 2027 si azzererebbe. Per chi ha in portafoglio BTP a lunga scadenza le domande sono due: i rendimenti attuali pagano abbastanza questo rischio? E quanto può perdere il valore di mercato dei titoli se la crescita si ferma davvero, prima ancora che arrivi la cedola successiva?
Nel Rapporto di previsione d’autunno presentato il 14 ottobre, il Centro Studi Confindustria stima una crescita del PIL dell’1% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. Lo scenario di base presuppone che i transiti nello Stretto di Hormuz tornino gradualmente alla normalità da gennaio 2027 e che il Brent si porti in media intorno ai 75 dollari al barile. Il rapporto affianca però due scenari avversi in cui la crescita del 2027 si azzera: uno con il Brent a circa 126 dollari, l’altro con il petrolio a 115 dollari e il gas a 89 euro al megawattora.
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