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Martedì 13 ottobre 2026

Analisi, dati e interviste per chi investe e decide

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Dazi, tassi e miliardi promessi. Perché il 2026 sarà l’anno più difficile per Trump?

Tra ambizioni espansive e il rischio che a pagare l’assestamento, dai dazi all’inflazione, sia la grande massa della popolazione la marcia degli Usa nel 2026 sarà articolata.

Andrea Muratore · 4 min di lettura
Dazi, tassi e miliardi promessi. Perché il 2026 sarà l'anno più difficile per Trump?

Il primo anno del Trump 2.0 si conclude e per l’amministrazione americana guidata da The Donald bilanci e strategie vanno di pari passo. L’anno che ha visto l’esplosione della guerra commerciale globale e l’innalzamento dei dazi medi degli Usa al 18% ha portato con sé un’evidenza mista sulle politiche economiche dell’amministrazione.

Molti dati di partenza parlano di un sistema economico in salute. La crescita americana resta robusta, trainata dagli investimenti in conto capitale in intelligenza artificiale, con un corposo +4,3% del Pil nel terzo trimestre; il deficit commerciale si è ridimensionato da 136 miliardi di dollari a marzo a 78 miliardi a novembre, con un minimo di 52 miliardi a settembre. L’S&P500 ha macinato record su record, espandendosi di circa il 20% in un anno e mentre Nvidia è diventata la prima azienda della storia del capitalismo a superare i 4mila e 5mila miliardi di dollari di valore borsistico, anche le banche americane stanno macinando profitti stellari. Questo, però, non deve far dimenticare agli Usa le sfide strutturali che li attendono nel 2026.

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