Fino a una settimana fa, l’unica traccia di esistenza della magistratura belga era contenuta nei romanzi di Georges Simenon. Oggi il Palazzo di giustizia di Bruxelles pare l’equivalente di quello milanese del 1992. All’epoca era il sistema delle tangenti italiano a essere finito sotto processo, oggi è quello degli interessi inconfessabili di interessi stranieri tramite eurodeputati e associazioni prezzolate. Stranamente, al 90% ancora riconducibili all’Italia.
Ciò che sfugge è che Bruxelles sia sede non soltanto delle istituzioni Ue ma anche della Nato. E che in un contesto come quello, le influenze siano pesantissime. Soprattutto in un momento in cui, formalmente, l’Europa è in guerra con la Russia attraverso il proxy delle sanzioni e del sostegno finanziario-militare all’Ucraina. Non a caso, impegno ribadito con forza sempre crescente proprio in queste ore di smarrimento e stupore, partire dalle risoluzioni del Consiglio Ue, quasi per ergerlo a collante di un’istituzione che rischia di andare definitivamente in pezzi. [...]
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