Il Qatargate, come prevedibile, è ormai ridotto a materia per feticisti. Più o meno l’equivalente delle scorrerie dei cinghiali per le vie di Roma. E la cosa non stupisce: l’inconsistenza dell’affaire sta tutta nel numero di partecipanti al presunto complotto corruttivo. La famosa cupola di almeno 60 fra parlamentari e funzionari Ue fatta filtrare dalle autorità belghe ancora non ha fatto capolino. I protagonisti della spy-story - che per qualcuno dimostrerebbe addirittura l’intenzione di Doha di islamizzare l’Occidente - sono sempre cinque. Fra cui due totalmente estranee all’Europarlamento e coinvolte solo per vincolo parentale.
Persino la stampa più manettara e assetata di sangue politico pare aver desistito, conscia dell’ormai inarrivabile innalzamento dell’asticella del ridicolo. In compenso, se è l’argomento lobbystico e affaristico che vi interessa, l’intreccio fra politica, warfare e finanza, ecco a voi tre notizie in rapida successione emerse nelle ultime 48 ore. [...]
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