«Ho parlato molto apertamente del fatto che i bambini sarebbero stati danneggiati dal lockdown. Non c’erano attività sportive e i campi dove fare sport erano chiusi. Mi è stato detto, senza troppo giri di parole, che avrei dovuto stare zitta. Poi mi è stato comunicato che per me non c’era più spazio in azienda».
Messa alla porta per le sue posizioni divergenti sul lockdown e per aver avuto il coraggio di criticare le misure adottate per la gestione pandemica. È la storia di Jennifer Sey, già campionessa di ginnastica, per sette volte scelta per far parte della nazionale del suo Paese. A seguito di un infortunio, è diventata una manager di successo, fino al ruolo di brand president per Levi’s. [...]
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