Sono ormai venticinque anni che le imprese italiane operano in un clima di instabilità e incertezza economica. Anni in cui l’eccezionalità è diventata ordinaria, e l’emergenza – fiscale, normativa, finanziaria o geopolitica – si è trasformata in uno sfondo costante.
Questa lunga apnea ha prodotto, soprattutto per le aziende di piccole dimensioni, una sorta di adattamento passivo: un’abitudine all’imprevedibilità che, anziché stimolare innovazione e reattività, ha finito per giustificare, diventandone alibi, l’immobilismo. [...]
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