È diventato un rito di passaggio per ogni nuova generazione di giovani adulti essere etichettata come pigra e irresponsabile dai più anziani, ma la Gen Z probabilmente lo ha vissuto più duramente di molte altre. Le accuse vanno dal non impegnarsi sul lavoro allo sperperare in lussi e a un atteggiamento da “Yolo” verso investimenti rischiosi come criptovalute e NFT.
Ci sono due differenze importanti tra la Gen Z e le generazioni precedenti che hanno affrontato un simile disprezzo. La prima è che, invece di respingere queste caratterizzazioni, i ventenni di oggi tendono ad abbracciarle, facendo proprie parole nuove come “quiet quitting”. La seconda è che nuove evidenze suggeriscono che questi comportamenti siano risposte razionali a prospettive economiche in peggioramento: in particolare, alla crescente irraggiungibilità della proprietà immobiliare. [...]
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