Ci sono mesi dell’anno che passano quasi inosservati, e altri che accumulano nel tempo una sorta di aura particolare. Tra questi, gennaio occupa da decenni un posto speciale nell’immaginario di analisti e studiosi dei mercati finanziari. Non tanto per qualche qualità “magica”, quanto per la costanza con cui, nelle serie storiche, sembra tornare con caratteristiche riconoscibili: un comportamento spesso positivo, una sensibilità particolare al sentiment degli operatori, una capacità di riflettere umori e ribilanciamenti di portafoglio in un arco di poche settimane.
È come se il primo mese dell’anno fosse, più di altri, una lente attraverso cui osservare ciò che potrebbe accadere nei mesi successivi, pur senza trasformare la statistica in destino. [...]
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