Con la rinnovata iniziativa diplomatica del presidente Donald Trump per favorire un accordo di pace, la guerra tra Russia e Ucraina potrebbe entrare in una nuova fase, potenzialmente meno violenta ma non necessariamente meno complessa. Al di là delle implicazioni umanitarie e politiche, un eventuale accordo di pace avrebbe conseguenze economiche e finanziarie rilevanti, soprattutto per Europa, Ucraina e Russia. Tuttavia, l’idea che la pace riporterebbe rapidamente lo scenario a una sorta di normalità pre-2022 è in larga parte illusoria.
Uno degli scenari più discussi è quello di un compromesso che favorisca Mosca, con Kyiv costretta a cedere parte dei territori occupati nell’est del Paese e a ottenere garanzie di sicurezza limitate o poco credibili. In questo caso, la fine delle ostilità ridurrebbe sì i costi immediati della guerra, ma creerebbe una pace fragile, percepita come instabile. Secondo le stime della Banca Mondiale, la ricostruzione dell’Ucraina richiederà oltre 524 miliardi di dollari, ma una pace debole rischierebbe di frenare gli investimenti privati necessari per affrontare una sfida di tali dimensioni. Senza una cornice di sicurezza solida, le imprese difficilmente si impegneranno in progetti industriali e infrastrutturali con orizzonti di lungo periodo. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: