Valute

Perché il 2025 è stato l’anno della rivincita delle valute dei paesi emergenti?

30 Dicembre 2025 - 08:42

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Redazione Money Premium

Dal fiorino ungherese al peso messicano, il 2025 segna una svolta storica nei flussi valutari mentre il dollaro perde centralità e gli investitori riscoprono il rischio emergente.

Il 2025 si sta rivelando un anno spartiacque per i mercati valutari globali e in particolare per quelli emergenti, tornati sotto i riflettori dopo oltre un decennio di relativa marginalità. Le forti oscillazioni dei cambi, innescate in larga parte da fattori provenienti dalle economie avanzate, hanno cambiato radicalmente le strategie degli investitori e rimesso in discussione certezze consolidate sul ruolo del dollaro.

Un caso emblematico è quello del fiorino ungherese, storicamente considerato una valuta di nicchia anche all’interno dell’universo emergente. Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025, i volumi di scambio sul fiorino sono più che raddoppiati. L’interesse è cresciuto ulteriormente dopo l’annuncio dei dazi generalizzati sulle importazioni durante il cosiddetto “Liberation Day”, evento che ha accentuato la volatilità del dollaro e spinto gli investitori a cercare alternative. Nel corso dell’anno il fiorino si è apprezzato di circa il 20% contro il biglietto verde, avviandosi verso la migliore performance annuale degli ultimi 25 anni e collocandosi tra le valute emergenti più forti del 2025. [...]

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