Le previsioni 2026 per il cambio euro-dollaro partono da un dato che nel 2025 è diventato impossibile ignorare. A un certo punto il mercato ha smesso di chiedersi se l’euro fosse debole o forte e ha iniziato a fare i conti con una realtà molto più concreta: il cambio stava salendo, e stava salendo sul serio. Nei primi mesi dell’anno l’euro-dollaro ha guadagnato quasi il 14%, una corsa rapida che ha colto di sorpresa anche chi, quel movimento, lo stava aspettando. Poi l’entusiasmo si è scontrato con la realtà, come accade spesso quando un trend corre troppo in fretta. Nella seconda metà del 2025 il cambio ha rallentato, trovando un equilibrio intorno a quota 1,17, come se il mercato avesse deciso di fermarsi un attimo e capire se quel rialzo fosse l’inizio di qualcosa di più duraturo o solo una parentesi.
È da questo punto di equilibrio che prende forma il racconto del 2026. Non come una scommessa secca su un numero, ma come una domanda che riguarda anche chi non ha mai aperto una piattaforma di trading. Cosa succede se il dollaro smette di essere il pilastro indiscusso dei mercati globali e l’euro torna, lentamente, a guadagnare spazio. In un contesto post tagli dei tassi, con un’economia americana che continua a mostrarsi sorprendentemente resiliente e un’Europa che prova a riaccendere crescita e investimenti, il cambio torna a essere una variabile che pesa davvero. Non fa rumore come una crisi, ma entra nei rendimenti, condiziona le scelte di portafoglio e cambia la percezione del rischio. [...]
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