Ci sono mesi che in Borsa vengono letti soprattutto con gli occhiali della macro, degli utili e dei tassi. Gennaio, invece, è uno di quei mesi che molti investitori osservano anche con un approccio diverso: la stagionalità. Non è magia e non è una regola, ma è una statistica che—se costruita con criteri chiari—aiuta a ragionare in termini di probabilità e di ampiezza dei risultati possibili.
Il punto è che la stagionalità, da sola, non basta. Dire che “un titolo ha buone chance a gennaio” è troppo vago se non si aggiunge una seconda domanda: quanto spesso quel titolo, proprio a gennaio, ha avuto una perdita davvero sgradevole? In altre parole: non conta soltanto la probabilità di chiudere in positivo, ma anche la probabilità di scendere oltre una soglia che molti considerano psicologicamente e operativamente critica, cioè una perdita superiore al 5%. [...]
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