La dominanza fiscale (“fiscal dominance”) si riferisce a una situazione in cui il debito pubblico cresce a tal punto che la banca centrale ritiene di non avere altra scelta se non concentrarsi sul garantire che il governo non vada in default, anche se ciò significa un’impennata dell’inflazione. Janet Yellen ha descritto in modo conciso il problema e i rischi della dominanza fiscale nei suoi commenti durante una sessione sul futuro della Federal Reserve alle recenti riunioni dell’Allied Social Science Associations a Philadelphia (6 gennaio 2026).
La dominanza fiscale si riferisce alla configurazione opposta: una situazione in cui la posizione fiscale del governo — i suoi deficit e il suo debito — esercita una pressione tale sulle esigenze di finanziamento che la politica monetaria diventa subordinata a tali esigenze. Di conseguenza, la banca centrale subisce pressioni, implicite o esplicite, per mantenere i tassi di interesse più bassi di quanto giustificato dalle condizioni macroeconomiche; oppure per acquistare grandi quantità di debito pubblico, non principalmente per stabilizzare inflazione e occupazione, ma per alleviare l’onere di finanziamento del governo. In un mondo di dominanza fiscale, il vincolo di bilancio intertemporale del governo determina il livello dei prezzi. Se i mercati non si aspettano avanzi primari futuri sufficienti a coprire il debito, l’aggiustamento avviene alla fine tramite inflazione o default. Questa è la teoria fiscale del livello dei prezzi. [...]
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