Da giorni la stessa domanda rimbalza ovunque: l’ondata di proteste in Iran può davvero aprire la strada a un cambio di regime? Se la si guarda dal punto di vista economico, il nodo diventa ancora più evidente: qui non si parla soltanto di piazze e repressione, ma della capacità di tenuta di un sistema che si regge, prima di tutto, sulle aspettative. E quando le aspettative si incrinano, la prima cosa che cede non è un simbolo politico: è l’equilibrio economico che lo sostiene.
Le ricostruzioni più recenti parlano di manifestazioni ampie in diverse città, accompagnate da blackout informativi e da una risposta repressiva molto dura. Questo non è un dettaglio “di cronaca”: per l’economia, spegnere internet significa anche spegnere prezzi trasparenti, pagamenti digitali, logistica, fiducia nei contratti e perfino la capacità di capire cosa stia succedendo davvero, dentro e fuori dal Paese. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: