Sto iniziando a maturare l’idea che il disastro del 2008 sia stato lasciato accadere, nonostante tutte le criticità accumulate dal sistema eurodollaro e che infine avrebbero portato a una inevitabile rottura. Il 2008 è stato un evento che distrutto la liquidità negli USA e il loro accesso al capitale produttivo a svantaggio delle banche americane rispetto al resto del mondo.
L’introduzione della Supplemental Leverage Ratio, Basilea 3, il Dodd-Frank Act e la conservatorship di Fannie/Freddie, sulla scia della Grande crisi finanziaria, puntano vistosamente in tale direzione. Ecco perché sono propenso a credere che gli USA siano sulla soglia di un boom del credito, nonostante la riorganizzazione/reindustrializzazione abbiano bisogno di ulteriore tempo per guadagnare trazione. Anche perché basta guardarsi un attimo intorno: chi è in condizioni economiche migliori di quelle statunitensi? Non che quelle statunitensi siano ottime su tutta la linea, anzi. In termini nominali ci sarà un rally, ma in termini reali saranno necessari altri 4-6 anni per rimettersi in piedi prima di poter muovere passi concreti in avanti. [...]
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