La Groenlandia, un’enorme distesa di ghiaccio che fino a poco tempo fa sembrava interessare solo climatologi e documentaristi. Poi arriva Donald Trump e, improvvisamente, quel blocco bianco diventa un tema economico serio. Detta così può sembrare una boutade, una provocazione politica come tante. In realtà, se si scava sotto la superficie, emerge una combinazione di fattori economici e strutturali che rendono questo interesse tutt’altro che trascurabile.
Senza entrare nel merito della geopolitica pura, vale la pena chiedersi cosa significherebbe davvero, in termini economici e macrofinanziari, una nuova centralità della Groenlandia nei radar statunitensi. [...]
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