Il gas naturale corre come non faceva da anni e lo fa nel modo più scomodo possibile, tutto insieme e nel cuore dell’inverno. A gennaio il mercato americano si è risvegliato dentro una tempesta perfetta, fatta di gelo estremo, reti sotto stress e prezzi che hanno smesso di rispettare qualsiasi gradualità. L’Henry Hub spot è schizzato oltre gli 8 dollari per MMBtu, con un balzo di circa il 150% dall’inizio dell’anno, mentre in alcune aree degli Stati Uniti, dal Midwest al New England, il gas ha raggiunto livelli che ricordano più un blackout energetico che un normale mercato delle commodity.
È la settimana più fredda dell’era dello shale gas, dicono gli analisti, e non è una frase ad effetto. Nel Nord-Est degli Stati Uniti le temperature hanno toccato i meno 15 gradi, la domanda per il riscaldamento è esplosa e i colli di bottiglia infrastrutturali hanno fatto il resto. Chicago ha visto prezzi sopra i 20 dollari, il New England ha sfiorato quota 30. Numeri che fanno impressione e che alimentano una domanda inevitabile, soprattutto tra investitori e risparmiatori, fino a dove può arrivare il prezzo del gas naturale e, soprattutto, quanto può durare questa corsa. [...]
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