Tutti guardano il dollaro e vedono una cosa sola: debolezza. La narrativa dominante parla di perdita di forza strutturale, di eccessi accumulati nel decennio precedente e di un mondo che lentamente riduce la propria dipendenza dalla valuta americana. Ma questa lettura nasce da un problema di fondo: si sta osservando il dollaro come se fosse un asset lineare, quando in realtà risponde a dinamiche cicliche molto più complesse.
Il consenso è concentrato su un’idea semplice, quella del declino strutturale, ma il mercato dei cambi raramente si muove seguendo narrazioni semplici. Al contrario, tende a reagire a cambi di regime, a differenziali macro e soprattutto ai flussi di capitale, che spesso anticipano le storie più popolari. È proprio in questi momenti che modelli apparentemente dimenticati tornano rilevanti. [...]
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