Con l’arrivo del nuovo presidente Warsh il dibattito sulla politica monetaria statunitense si sta arricchendo di una nuova narrativa: l’idea che l’Intelligenza Artificiale possa esercitare una pressione disinflazionistica strutturale, ancora invisibile ai dati ufficiali, ma sufficiente a giustificare un cambio di regime nella gestione dei tassi e del bilancio della Federal Reserve.
In definitiva, più che di una visione audace, si tratta di valutare la struttura della decisione: una politica monetaria costruita su dati osservabili tende a essere robusta; una basata su aspettative non ancora validate rischia di trasformarsi in una scommessa con margini di errore limitati, almeno dal punto di vista economico ma forse accettabile dal punto di vista politico. [...]
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