I mercati globali hanno vissuto una settimana di forte volatilità, con i titoli software e tech legati all’AI sotto pressione. Alla base delle vendite c’è il crescente timore che l’AI, da motore di crescita per il settore tech, possa trasformarsi in un fattore dirompente capace di comprimere margini e modelli di prezzo. Nel frattempo, gli investitori hanno iniziato a spostare capitali verso comparti più difensivi, mentre l’oro è tornato a rafforzarsi come bene rifugio. Resta aperto il dibattito: si tratta di una correzione temporanea o di un cambio strutturale nelle valutazioni?
I mercati globali hanno trascorso la settimana rivalutando il significato dell’intelligenza artificiale per i modelli di business dei software, non come un fattore favorevole, ma come una forza competitiva che potrebbe comprimere il potere di determinazione dei prezzi e reindirizzare la spesa. Le vendite sono iniziate nei settori del software e dei servizi dati statunitensi e si sono rapidamente estese all’Europa e all’Asia dopo che Anthropic ha presentato nuove funzionalità di automazione per i flussi di lavoro legali, alimentando i timori che gli strumenti agentici potessero sostituire parti dello stack delle “applicazioni”. I benchmark e i proxy del settore hanno registrato cali per diversi giorni; l’ETF iShares Expanded Tech-Software (IGV) è sceso per la sesta sessione consecutiva, mentre il Nasdaq 100 e l’S&P 500 hanno perso terreno dopo che i trader hanno ridotto l’esposizione ai titoli più esposti alle licenze basate su abbonamenti. [...]
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