Arrivare al Polo tecnologico di San Giovanni non è difficile con i mezzi pubblici. Dalla stazione centrale di Napoli, con la linea 2 della metropolitana, sono solo due fermate: Gianturco e San Giovanni-Barra. E’ la linea che collega l’ovest (Pozzuoli, Campi Flegrei) all’est (centro storico, Stazione Centrale, Gianturco) della città, tutto al costo di 1,60 euro; treni nuovi, più vicini a regionali moderni che ad una metro. Certo una volta usciti dalla fermata di San Giovanni (realizzata nel 2014), il colpo d’occhio è inquietante: il paesaggio è ancora fermo al dopo terremoto (se non al dopoguerra).
Dopo un percorso su un selciato d’erba e brecciolino, in superfice e scoperto, si arriva al corso San Giovanni, arteria stradale che collega l’area della stazione centrale alla periferia est e all’asse industriale–portuale. E’ una sequenza di edifici diroccati e negozi precari, con un’atmosfera generale surreale, di attesa, rassegnata, lontana da quella della Napoli contemporanea in fermento. Trecento metri sul corso poi una traversa. Una frutteria ed una pizzeria sono le colonne d’Ercole che immettono nel nuovo mondo. Si intravedono ciminiere industriali di oltre un secolo fa, ma sullo sfondo alcuni edifici moderni, colorati di azzurro e finestroni blu scuro. La meta è quella: il Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio, uno dei progetti più ambiziosi del Mezzogiorno d’ Europa, un hub in cui si intrecciano e collaborano Università, grandi imprese digitali e formazione avanzata. [...]
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