C’è un momento, nei grandi cicli tecnologici, in cui l’entusiasmo smette di essere una storia e diventa contabilità. Non perché la tecnologia perda fascino, ma perché i numeri iniziano a pesare: quanto costa costruire il futuro, e soprattutto quanto tempo serve perché quel futuro inizi a pagare.
L’intelligenza artificiale oggi è questo: una promessa enorme, ma anche una trasformazione che richiede infrastrutture reali. Non si parla più solo di software e modelli, ma di data center, energia, rete, chip, memoria. E quando la corsa diventa fisica, la domanda inevitabile è se la macchina stia accelerando con la velocità giusta o se stia “andando lunga”. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: