Nel 2026 il mercato dell’argento dovrebbe registrare un deficit strutturale di circa 67 milioni di once. In termini accademici, un deficit strutturale indica una condizione persistente in cui il flusso annuale di consumo eccede la produzione primaria e secondaria, obbligando il sistema ad attingere alle scorte accumulate negli anni precedenti.
Nel caso di asset come oro e argento, il prezzo è determinato quasi esclusivamente dall’equilibrio tra domanda e offerta. Non generano flussi di cassa, non producono utili, non distribuiscono dividendi. Il loro valore non è ancorato a un modello di discounted cash flow, ma alla dinamica marginale degli stock e dei flussi. [...]
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