Nel pieno di una nuova escalation in Medio Oriente, gli analisti finanziari di Wall Street cercano di valutare le conseguenze economiche e finanziarie di un conflitto che rischia di avere effetti sistemici. Il primo e più immediato impatto riguarda le prezzi dell’energia, con ripercussioni che si propagano a cascata su inflazione, crescita e stabilità dei mercati. L’impressione generale è che molti operatori siano stati colti di sorpresa dagli sviluppi recenti, costretti ora a rivedere scenari che fino a poche settimane fa davano per improbabili interruzioni significative dell’offerta.
Emblematico è il caso di JPMorgan, i cui analisti petroliferi hanno ammesso apertamente di aver sottovalutato il rischio di una disruption senza precedenti. Nel frattempo il prezzo del Brent è balzato dell’8 per cento fino a 78,50 dollari al barile, mentre strumenti finanziari legati al greggio, come l’ETC quotato a Londra WisdomTree Brent Crude Oil, hanno registrato rialzi significativi. La domanda che domina i mercati è quanto ancora possano salire le quotazioni se la situazione non dovesse normalizzarsi rapidamente. [...]
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