Cosa succede quando una crisi geopolitica attesa da mesi esplode davvero e i mercati, invece di reagire in modo lineare, si paralizzano? È davvero il petrolio a guidare i listini o è la paura di non riuscire più a prezzare il rischio a spingere gli operatori verso scelte drastiche? A Piazza Affari l’ultima seduta ha mostrato un quadro apparentemente contraddittorio: energia in volo, industriali e banche sotto pressione. Non è solo volatilità, è una ridefinizione improvvisa delle aspettative.
La situazione in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno innescato un tipico shock atteso di offerta. Il mercato del greggio ha immediatamente scontato un premio al rischio geopolitico, con un rialzo delle curve forward e un allargamento degli spread sulle scadenze più brevi. Tuttavia, l’effetto sui mercati azionari non è stato di euforia, bensì di disorientamento. [...]
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