Nel dibattito americano sulla guerra contro l’Iran sta accadendo qualcosa di piuttosto singolare. Alcune delle tesi che fino a poco tempo fa venivano liquidate come propaganda o come fantasie di commentatori anti-interventisti stanno riemergendo — non da blog marginali o da ambienti complottisti — ma dalle dichiarazioni degli stessi protagonisti dell’establishment politico di Washington.
Il punto non è tanto stabilire chi abbia ragione nel merito della guerra, ma osservare come alcune delle interpretazioni più controverse del conflitto stiano venendo via via confermate da figure di primo piano della politica americana. [...]
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